mercoledì 14 ottobre 2015

S

in piume d'argento marcivo di nero sorriso, accatastavo
compiendo il peccato, al torchio spremevo oro e ambrosia

lunedì 12 ottobre 2015

R

consumo l'elisir dal bicchierino al burro e salmone
fissi a bagno Maria sul tramonto amaro della Sambuca

Q

cuspide refrattaria che la notte irridi, spiove su
ogni lentigine, le spoglie sono oro in contumacia

P

i fili duri pettinati acclamarono la voltura al ponte
su cui l'autostrada a tempo determinato avrebbe 
concesso terra ferma alla filigrana

O

il turbinio della suola ricordò agli astanti come i 
giornali potessero dividere il corpo umano in due

N

la famiglia rivestì aristocraticamente la scialuppa
la quale si voltò e nella lingua dei delfini disse 
di chiamarsi Merope

M

programmai la cena di bei colori, che si vedessero
da lontano e la buio le razze dei commensali

L

chi non aveva piume, cosparse il tinteggio della
vacanza a prora inchiodando la dea bendata

I

gonne, merletti, maldicenze; sommesse ai dadi
scommettevano la dura legge alla verginità

H

la pupilla finalmente straorzava di sua immagine
sul declivio meccanico rendeva prona la chela