martedì 27 febbraio 2018

La vivacità della città

Dal nome prolisso la sottile lastra d'ammoniaca tratta 
ciascun buio alla stregua di chi ricompare con le carte 
dall'egemonia metà congelata metà pettirosso col sigaro
nel becco tenta la mimesi sul ramo al fischio in moschea 
dove gira la testa come un allocco in cerca degli occhiali  

Il cantiere navale

la striscia di luce che fora il reclame del vento nutre i
presupposti d'angora con cui lima i trucioli dai capelli
cui nasce la moda riottosa vibra infiora il contatto sottile
a spugna costellata di ghiacchio su cui il rovo sotto le suole
di bronzo trasporta ogni insetto mimetico col paracadute laterale

Il giallo del supermarket

negli slip di mare col tessuto squame a spine di rose 
non riscaldo la ciurma di rose svasa a chioccia di colpi brevi 
nel suffisso l'organza d'orgoglio sul terreno lascia lo scarpone 
d'osso d'alamari a pietra dura allaccio mattina pomeriggio sera