martedì 16 settembre 2014

La Tazza e il Bastone - 111 storie Zen narrate dal maestro Taisen Deshimaru - pag. 54

La carota

Un tempo, in Giappone, per macinare il grano i contadini 
usavano una mola che un cavallo faceva ruotare. Il cavallo
girava in tondo incessantemente, lungo tutto l'arco del giorno,
cercando di afferrare una carota che gli pendeva davanti; solo
al calar della sera l'animale riusciva a mangiare la carota.
E', questa, l'immagine fedele della nostra civiltà.
 

Il Libro Tibetano dei Morti - la grande liberazione attraverso l'udire - pag. 91

 
 
Tutte le sostanze sono false e irreali, sono come miraggi,
 non sono permanenti, nè libere da mutamenti. A che serve
il desiderio ? A che serve la paura ? Vuol dire cosiderare
esistente ciò che è non-esistente. Tutte queste sono proiezioni
della mente, e poichè la mente stessa è illusoria e non-esistente
sin dal principio, da dove esteriormente esse si manifestano
 in questo modo ? In passato non ho compreso la realtà, ho creduto
che il non-esistente esistesse che il non vero fosse vero, che l'illusione
fosse realtà: per questo ho continuato a vagare in samsàra così a lungo.
Se non arrivo a comprendere che tutte queste sono illusioni continuerò
ancora a lungo a vagare e certamente cadrò nella fangosa palude della 
sofferenza. Ora sono tutte come sogni, illusioni, echi, città dei gandharva,
miraggi, immagini, illusioni ottiche, come la luna nell'acqua; non sono reali
nemmeno per un istante. Non sono autentiche, sono false, ne sono sicuro.