dai calzoni di nero fuoriesce la didascalia di un'abbeverata di corpi l'acqua nella conca della kippah non tarda ad arrivare per il canale di luce tramonta un asso di spade si disseta con il bue al guinzaglio un bastone rifugiato nella grotta avvista l'alce pascola sulla groppa tiene il fodero vuoto lo riempie di vettovaglie nel gran turco la donna col velo lo chiama brilla per nome col doblone bordeaux tra le dita del padrone si beve dalla coppa della stagione ferisce i frutti nei sacchi fiocchi di lino decollano sull'elmo della pappagallo dove striscia il bianco si delinea l'area boscata ad arte
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