domenica 16 dicembre 2018

Uniform

il commento a diapositive immaginifiche tra i flussi della piovra, sul verso a grigio metafisico; riduce l'abbaiare vecchio nel tramonto. Di traverso la strettoia sul canale invera di participio nero prossimo. Desto malcostume ora prima del lancio. 

mercoledì 12 dicembre 2018

Stardust


l'atterraggio di emergenza vinile esposto. A branche di sollucchero la via decimata. Nel rostro dello zampillo una vela. La dicotomia si svela ad arco, freccia di platino in numero esiguo sfiammata. Il riposo sulla nacchera estiva contenuta.

domenica 18 novembre 2018

Romeo


urta la sorte del totem l'autenticità gli è smarrita dal basso rilievo con cui verga il demistificato rende la vita complicata degna di non esistere nel midollo della ricchezza si bea il concetto del passato remoto sorvola aggancia lo spirito dalle teste fuoriesce col presente il futuro la matassa si svolge nel gomitolo balzante tra le unghie perenni il gatto irrequieto 

mercoledì 14 novembre 2018

Quebec



La città gode di ettari ed ettari di verde: platani, pini, querce, olmi, salici, fossati, siepi, cespugli, aree boschive, giardini, parchi, aiuole fiorite. Poi un giorno s'insedia un Re. Capelli di cemento, viso di cemento, gambe di cemento, piedi di cemento, ma soprattutto: testa di cemento. Secondo voi la storia del verde della città, come va a finire ?

mercoledì 31 ottobre 2018

Papa

l'ammaraggio a traversina oltre la barriera del suono versa al gallo muretto dalla camicia abbandonata il pendaglio da forca ballonzola a fisarmonica trapassa nel plausibile magnetico cresce a dismisura il pulpito da sorvegliare tra gli zoccoli la garritta dell'asinello ponte passa il destriero usignolobollore striminzito esce dalla sala intima subcultura

Oscar

il giubbotto è legare il nero al fresco del bordo dei jeans mentre il boccale miete la carbonara condita dalla luna a tre quarti nella faretra traccia sulla lavagna si perde nel dado tratto della miniera di oro i diamanti la superstizione sulla pedonale maculata protesta nell'arco voltaico sul prezzo del setter con la bretella algebrica verde vino dal rubinetto

November



i petti arcuati sul nocciolo della questione son luce amputata di gambe braccia nell'ombra del capo si medita la manovra sulla scacchiera chi claudica non resiste alla pressione dell'acqua un'onda di pensiero che strugge sulla panca l'autostop sbiadito impone soliti soliloqui dispersi dagli occhi non lontano dalla baracca vecchia ed esiziale

Mick


il cammeo si disiorienta sulla mano di spiaggia si ricompone a colori dall'airone nel torbido pensiero della laguna con la zampa di legno strilla il fuoco dalla baccinella ammorbidisce i calli nel quadro di questa bassa manovalanza con le mani in tasca il genio illusionista lavora in ogni scasso dove non è nel posto più adatto se l'inconscio è liaison dangereuse  

giovedì 11 ottobre 2018

Lima



il marinaio naviga sul Vacheron Constantin a cavallo della lacetta delle ore col freno tirato verifica il panorama in sella a vette Dolomitiche nella bretella d'oro di cui si può fidare srotola la matassa in fili di stagno nell'acquaruggiola filtra colpevole l'acqua marcia deglutisce sputafuoco sino alle tetre scale a chiocciola per indovinare chi ha la parrucca ruggine sale scende dal pulpito di squame privo di gratitudine due torri la fune le congiunge l'equilibrista decade        

lunedì 24 settembre 2018

India

a volte gestisco l'inesistente con la capacità alchemica di un vignettista poi vi aggiungo la perizia del muratore nel miscelare la betoniera dei pensieri la quale ruota nella propria orbita di acqua cemento ma non sono mai sicuro di riuscirci nuovamente tanto la sperimentazione mi avvolge mi determina e di tutto questo realizzare sono un perfetto sconosciuto finito di vivere l'ipnosi in cui sono immerso la vera forza creatrice dell' io/ tempo / spazio /  racchiusi 

Hotel



amo talmente la solitudine che se esco a cena con una donna non può essere una donna qualsiasi

Gandhi

sulla luna di burro il rigagnolo sobilla ad ali spiegate luci accese con cui trapassa gli occhi di pernice postura flette vira scivola sul vascello tre vele al collo la parure di maremoto. Accosto sul nugolo di terra getto la tangente sulla foresta s'incaglia l'amo al labbro. Di gioia vesto indico il cielo roccioso granchio morde cade il colore di sabbia bianca materializzata castello da cui merli si librano neri pace sul desinare da rituale orribile vive in sagra il saltimbanco si agita



giovedì 6 settembre 2018

Foxtrot

la fumatrice di funghi in cima al grattacielo col fiore sul piede al suolo la corteccia tra i popoli, nella musica il suo primo amore scarica l'effetto domino dalle note schierate sulla groppa della notte oscura riflessa allo specchio interiore sulla tratta nord sud dell'equatore demolisce le buone intenzioni tra i vitigni sull'onda algebrica disegna un'aura di valore l'uomo ignudo comprende ci è contro ha l'occhio di voce sottile dal silenzio roca si deposita sull'altare in cui non siamo alla fine di un sogno bensì al prologo fortilizio contro la prevaricazione Dio è un'intuizione nata all'uomo dal testamento     


Echo

nemmeno in questi metalli di pietà nelle trombe giungo redento su ogni dubbio. Assiso sul mare forza 10 il momento sui piedi mi toglie il respiro. Gatto di fronte alla battigia, ciambella di vibrisse albero per ogni albero, stendo il quarzo vitale puzzle teconologico. Il riassunto cammina di cose d'afferrare: conchiglie di neve spirituale, dalla nave le reti buttate sulle abat jour: vengono dal mare. La mosca dai riflessi verdi su tutto il tentacolo si sfarina truciolo. La vedo ronza sul putridume di rotaia antica. I rotoli di fieno al vento, la sedia a dondolo cigola color pesca, i mirtilli ad uccelli migratori  


Delta

nella confusione a profusione, la borraccia di pianura riaffiora perla: stilla di sorgente. Il mosaico  sutura immobile sul piano vibra a coda di rondine nel piccione viaggiatore. Trita erbe intrecciate, si determina; scodinzola in foto di immagini rupestri. Le note liriche dabbasso, braccianti tintinnanti, un ciao sufficiente. Il volere è coraggio, amare è inutile all'aria condizionata. Sul cascame del bardo riecheggia a cerchi d'acqua l'imbrunire dei volti in cui si perde gioia travolti dall'ombra delle contrade chiassose in sottofondo. Attitudine alla voce: Sarah Vaughan elmo con piume di vetro

Charlie

sul via vai della rimessa laterale si estende l'ombelico mortuario dai fiori convenevoli in oro lustrini zoppi. Al no villoso le cariatidi col pearcing da penitenziario, eseguono in lingua salmistrata forcelle nel deserto. La montain bike si leva sepolta dal tempo sino alla manifattura attorno alla piscina. Il pedicure slitta, ruota nella ripida stella, le calosce felici, la cometa sbraccia difforme dal consiglio blu. La identifica e viene dal sangue presto, un pezzo di gel nel tacco per muri intonaci. Si lega un bavaglio d'alluminio, lo si regge a dodici pollici antisommossa negli occhiali plasma della bella vita


Bravo

dai calzoni di nero fuoriesce la didascalia di un'abbeverata di corpi l'acqua nella conca della kippah non tarda ad arrivare per il canale di luce tramonta un asso di spade si disseta con il bue al guinzaglio un bastone rifugiato nella grotta avvista l'alce pascola sulla groppa tiene il fodero vuoto lo riempie di vettovaglie nel gran turco la donna col velo lo chiama brilla per nome col doblone bordeaux tra le dita del padrone si beve dalla coppa della stagione ferisce i frutti nei sacchi fiocchi di lino decollano sull'elmo della pappagallo dove striscia il bianco si delinea l'area boscata ad arte


Alfa

il diapason lunare fisico di cui la stella rollante sbriga le faccende, stilla il sangue limato nella botta di fortuna. Sulle candele mesce la crusca sul frinire della sera, audace il corvo vi sguazza metallo ozioso in zeri disumani. Una chiatta di legno sull'onta di cui rimane un'ecatombe di monti liberi, a spasso per la catena nebula in ferro, sprona la piuma nel glitter chiodato. L'ammaraggio a cupola opaca, suona verde nell'uomo del giardino nero, brucia le trecce alla camicia 


mercoledì 18 luglio 2018

Diritto

Se l'ami come credo non ti sia mai successo:
vai diritto, segui la freccia, superi l'altorilievo
dell'albero; sfiori il pennacchio. Sei in cielo

martedì 27 febbraio 2018

La vivacità della città

Dal nome prolisso la sottile lastra d'ammoniaca tratta 
ciascun buio alla stregua di chi ricompare con le carte 
dall'egemonia metà congelata metà pettirosso col sigaro
nel becco tenta la mimesi sul ramo al fischio in moschea 
dove gira la testa come un allocco in cerca degli occhiali  

Il cantiere navale

la striscia di luce che fora il reclame del vento nutre i
presupposti d'angora con cui lima i trucioli dai capelli
cui nasce la moda riottosa vibra infiora il contatto sottile
a spugna costellata di ghiacchio su cui il rovo sotto le suole
di bronzo trasporta ogni insetto mimetico col paracadute laterale

Il giallo del supermarket

negli slip di mare col tessuto squame a spine di rose 
non riscaldo la ciurma di rose svasa a chioccia di colpi brevi 
nel suffisso l'organza d'orgoglio sul terreno lascia lo scarpone 
d'osso d'alamari a pietra dura allaccio mattina pomeriggio sera