Di querce funeste il sordido leggio nel andirivieni gli stivali da cavallerizzo. Volta dall'acconciatura l'Acropoli. Lutto di panorama bianco il riverbero del suono. Mugghia altari in festa paesana. Lugubri api sul rimorso dei prati in fiore. Il costato dell'addio. Bagnano la piega del vociare in assoluto riposo. Ripiega il manto del volantino di primavera su cui la rondine in livrea bacia l'uva vendemmiata nella Borgogna. Passeggia tra le alture del discorrere l'ombrello aperto sul mare tatuato Vassily Kandinsky. La mano inguantata di rododendro la polvere di stelle sul capo coperto dalla vela della tre alberi nella rada. La donna punzecchia mucchi di note di farine alla fisarmonica. Recita il bouledogue Francese al piano. La coda, è l'arte mimetica. Scodinzola notti soffuse foriere di ammoniaca. Pieno applauso falsità ode la pioggia.
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