martedì 11 giugno 2019

01. Vermiglione

   di questa noia che mi pervade e luccica non
 leggo se non nel mio creato amabile il cruento  
luogo in cui il vino di botte designa
 si ridisegna consueto oppio che frastorna 
sfornato per la ciurma assetata di bella vita 
nel soliloquio presso l'inferno che mi è dato 
si rivolge ad un'oscuro disegno vivo vegeto sapere 
con cui sprofondo legato mani piedi privo del destino
dal comune battito per l'eccellenza, non sia più
solo il fragile il consunto danno retta all'ebbra
della moltitudine colpo inferto in paradiso

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